Da poco ho avuto la possibilità di rivedere dopo anni questo meraviglioso film, caposaldo della mia infanzia. Noto probabilmente alla maggioranza di voi, fu distribuito nel 2001 in Italia e ha riscosso sempre un grande successo.
Ambientata in un paesino della Gran Bretagna, la storia è ormai famosa: il giovane Billy scopre la passione per la danza e, scontrandosi inizialmente con il padre e il fratello, due minatori impegnati nello sciopero contro i provvedimenti del governo Thatcher, lotterà per realizzare il suo sogno di diventare un etoile del Royal Ballet.
Dolce e potente allo stesso tempo, la storia di Elliot è narrata con realismo e ogni personaggio rappresenta uno spaccato degli anni '80 con tutti i problemi e le contraddizioni, sviluppati nella cornice di un paesino a suo modo retrogrado, nelle cui case si nascondono però le verità che gli abitanti non vogliono svelare.
L'eco della grande città si propaga fino alla campagna, brulla e desolata, sormontata dalle miniere scure e dai macchinari, portando con sè la crisi che la stava colpendo e i cambiamenti rivoluzionari che si stavano delineando.
Billy sa cosa vuole ed è pronto a combattere per ottenerla, andando contro alla propria famiglia e alle regole del piccolo mondo in cui abita. I legami con i suoi compaesani sono di molteplice natura: la sua insegnante di danza, sprone per continuare la propria battaglia, il migliore amico Michael, il cui padre è un ubriacone con cui condivide l'abitudine di travestirsi da donna, che rappresenta le già accennate contraddizioni, la famiglia che lo ama e in realtà vuole sol il meglio per lui e infine la madre, morta anni prima, che si presenta a lui a metà fra sogno e ricordo lontano, a ricordargli la forza che deve possedere per andare avanti.
In conclusione del film, troviamo anche il lieto fine e la morale da favola degna di qualsiasi bella storia: i sogni si avverano se sei pronto a lottare per essi e bisogna essere in grado di accettare se stessi se si vuole essere accettati, almeno in parte, dal mondo (una bella favola...)
Consigliato a chi non lo ha mai visto e a chi non lo vede da un po'.
Echo
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lunedì 29 aprile 2013
CINEMATICO: BILLY ELLIOT
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mercoledì 3 aprile 2013
CINEMATICO: PARNASSUS
Parnassus. Ovvero l'uomo che voleva ingannare il diavolo. Titolo intrigante, trama avvincente. Infatti, non tradisce le aspettative. Con un cast d'eccezione che riunisce personalità emblematiche come Johnny Depp, Colin Farrell, Jude Law, a omaggiare per l'ultima volta Heath Ledger, scomparso prematuramente durante le riprese, il film fin dall'inizio si presenta come un caleidoscopio non solo di forme e di colori, ma anche di figure umane e luoghi.
Ma andiamo con ordine.
Secoli prima delle vicende narrate, un uomo fa una scommessa con il diavolo. Pessima idea. Talmente pessima che lui decide di stringerci anche un patto. Così si ritrova a promettere di consegnargli l'anima della sua unica figlia, quando avrà compiuto sedici anni. In suo aiuto accorrerà un inaspettato personaggio, chiamato Tony, che sconvolgerà gli equilibri creatisi, a tutti i protagonisti.
Resto sul vago per quanto riguarda la trama, perchè raccontare più di così toglierebbe il piacere di
assistere alle avventure narrate.
La regia di Gilliam mostra tutto il suo gusto per il fantastico, presentando in sprazzi di colori vivaci e scene grottesche una realtà sovvertita, incapace di donare serenità allo spettatore, ma rimestando fa le sue emozioni e lasciandolo disorientato.
Lo specchio, donato dal diavolo a Parnassus, che permette a chiunque vi entri di raggiungere un mondo rovesciato, in cui l'interiorità del visitatore viene messa a nuda, permettendogli di "rinascere", abbandonando il vecchio se stesso, è integrato nella storia come elemento magico, senza cozzare con la realtà, ma integrandosi in essa quasi con naturalezza.
L'idea che Tony entrando nello specchio assuma un diverso aspetto a seconda dei gusti estetici di coloro che accompagna al suo interno, è uno stratagemma che sopperisce adeguatamente e con grande inventiva all'assenza in molte parti di Ledger che comunque ha mantenuto alti gli standard della produzione, meritandosi ottime critiche.
In generale quindi, sia per l'eccezionale cast che per la storia che per la regia, Parnassus esce vincitore su tutta la linea. Consigliato assolutamente!
Echo
Ma andiamo con ordine.
Secoli prima delle vicende narrate, un uomo fa una scommessa con il diavolo. Pessima idea. Talmente pessima che lui decide di stringerci anche un patto. Così si ritrova a promettere di consegnargli l'anima della sua unica figlia, quando avrà compiuto sedici anni. In suo aiuto accorrerà un inaspettato personaggio, chiamato Tony, che sconvolgerà gli equilibri creatisi, a tutti i protagonisti.
Resto sul vago per quanto riguarda la trama, perchè raccontare più di così toglierebbe il piacere di
assistere alle avventure narrate.
La regia di Gilliam mostra tutto il suo gusto per il fantastico, presentando in sprazzi di colori vivaci e scene grottesche una realtà sovvertita, incapace di donare serenità allo spettatore, ma rimestando fa le sue emozioni e lasciandolo disorientato.
Lo specchio, donato dal diavolo a Parnassus, che permette a chiunque vi entri di raggiungere un mondo rovesciato, in cui l'interiorità del visitatore viene messa a nuda, permettendogli di "rinascere", abbandonando il vecchio se stesso, è integrato nella storia come elemento magico, senza cozzare con la realtà, ma integrandosi in essa quasi con naturalezza.
L'idea che Tony entrando nello specchio assuma un diverso aspetto a seconda dei gusti estetici di coloro che accompagna al suo interno, è uno stratagemma che sopperisce adeguatamente e con grande inventiva all'assenza in molte parti di Ledger che comunque ha mantenuto alti gli standard della produzione, meritandosi ottime critiche.
In generale quindi, sia per l'eccezionale cast che per la storia che per la regia, Parnassus esce vincitore su tutta la linea. Consigliato assolutamente!
Echo
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